Hanno un nome le piazze e le via senza nome di Savignano
A Savignano, in concomitanza con la revisione della numerazione civica ed in preparazione del Censimento Generale della popolazione del 2010, è stato necessario identificare topograficamente alcune aree di circolazione e/o abitative rimaste finora innominate.
Le nuove vie saranno dedicate a Don Giorgio Gherardi, Monsignor Evaristo Pancaldi, Ida Gozzoli e, per celebrare il quarto centenario dei primi studi di Galileo sulla volta celeste, Via delle Costellazioni. A Paolo Borseliino sarà invece intitolata una piazza.
Via Ida Gozzoli
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Gozzoli Ida nacque a Savignano il 23/10/1891 da una famiglia di contadini (il padre Ferdinando e la madre Leonilde lavoravano nei poderi della famiglia Plessi in località Garofalo).
In data 7/06/1911 ottenne il diploma di ostetrica presso l’Università degli Studi di Bologna.
Ragazza madre, partorì in data 20/6/1912 Bruno Gozzoli, che appunto portò il suo cognome.
Divenuta ostetrica di condotta presso il Comune di Savignano, incarico espletato per oltre 40 anni, ha assistito alla nascita di alcune migliaia di Savignanesi atteso che, a quell’epoca, tutte le donne erano use partorire in casa.
La “condotta” di Savignano aveva una estensione notevolissima ed alcune frazioni si raggiungevano con non poca difficoltà: Mandria, Mostino, Spazzavento, Torre di Guiglia ecc…e per svolgere quella che considerava veramente una missione si serviva di un ciclomotore “a rullo”.
Non interruppe l’attività neppure durante il periodo bellico, incurante del pericolo derivante da fatto di doversi spostare anche di notte, protetta soltanto da una fascia che si metteva nel braccio per segnalare ai soldati tedeschi il suo ruolo di ostetrica: ha raccontato di essersi trovata più volte costretta a gettarsi di notte nei fossi ai lati della strada, a causa dei bombardamenti.
Si è spenta il 15/5/1972 .
In occasione del suo funerale il Comune di Savignano inviò il gonfalone per attestare un riconoscimento formale a chi, per oltre 40 anni, aveva davvero dedicato tutta la propria vita al servizio della collettività.
Via Don Giorgio Gherardi
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Don Giorgio Gherardi nacque a Novi di Modena nel 1903, ordinato sacerdote il 10 giugno 1933 fu parroco di Savignano sul Panaro dal anni 1940 al 1986. In questo lungo periodo lavorò al servizio della sua missione e dei savignanesi, testimoniando la propria vicinanza nei momenti importanti della loro vita e nella quotidianità. Mostrò benevolenza, affabilità e zelo pastorale. In particolare, durante il difficile periodo di guerra e nel tormentato dopoguerra, si fece apprezzare dai savignanesi per l’aiuto disinteressato che diede ogni volta che fu possibile. Amante della letteratura, si dilettò anche nella composizione poetica e nell’attività teatrale. Nominato canonico onorario della concattedrale di Nonantola, per motivi di salute e per gli accresciuti impegni pastorali chiese di lasciare la nostra parrocchia. Si è spento nella casa del clero di Cognento nel 1998.
Piazza Paolo Borsellino
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Magistrato italiano, membro del pool antimafia, nato a Palermo il 19 maggio 1940, ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992.
Dopo avere frequentato il Liceo classico "Meli" si iscrive alla facoltà di giurisprudenza di Palermo in cui partecipa attivamente alla vita delle associazioni studentesche. Il 27 giugno 1962, all'età di appena 22 anni, Borsellino si laurea con 110 e lode.
Borsellino studia per superare il concorso in magistratura, sogno che coronerà nel 1963.
Fare il magistrato a Palermo ha un senso profondo, non è una professione qualunque. L’amore per la sua terra, per la giustizia gli danno quella spinta interiore che lo porta a diventare magistrato senza trascurare i doveri verso la sua famiglia.
Nel 1965 Borsellino viene mandato al tribunale civile di Enna come uditore giudiziario.
Nel 1967 ha il primo incarico direttivo, Pretore a Mazara del Vallo nel periodo del dopo terremoto.
Il 23 dicembre del 1968 Borsellino si sposa.
Nel 1969 viene trasferito alla pretura di Monreale dove lavora fianco a fianco con il capitano dei Carabinieri Emanuele Basile.
Nel 1975 Borsellino viene trasferito al tribunale di Palermo e a luglio entra all’Ufficioistruzione processi penali sotto la guida di Rocco Chinnici. Con il Capitano Basile lavora alla prima indagine sulla mafia e da questo momento comincia il suo impegno senza sosta per sconfiggere l’organizzazione mafiosa.
Nel 1980 arriva l’arresto dei primi sei mafiosi. Nello stesso anno il capitano viene ucciso in un agguato. Per la famiglia Borsellino arriva la prima scorta con le difficoltà che ne conseguono. Il 4 agosto 1983 viene ucciso il giudice Rocco Chinnici con un’autobomba. Borsellino è distrutto dopo Basile anche Chinnici viene strappato alla vita.
Grazie alle sue indiscusse capacità investigative, una volta insediatesi presso la Procura di Palermo in data 11.12.1991 è delegato al coordinamento dell'attività dei Sostituti facenti parte della Direzione Distrettuale Antimafia.
A Roma viene istituita la superprocura e vengono aperte le candidature. Nel Maggio 1992 Giovanni Falcone raggiunge i numeri necessari per divenire superprocuratore ma il giorno dopo Falcone viene ucciso insieme alla moglie, a Capaci. La mafia sa che in quel posto il giudice Falcone era troppo pericoloso.
Borsellino soffre molto, il legame che ha con Falcone è speciale e lui è morto tra le sue braccia.
Gli viene offerto di prendere il posto di Falcone nella candidatura alla superprocura, ma Borsellino rifiuta, sebbene sia consapevole che quella sia l’unica maniera che ha per condurre in prima persona le indagini sulla strage di Capaci. Così risponde al Ministro: "...La scomparsa di Falcone mi ha reso destinatario di un dolore che mi impedisce di rendermi beneficiario di effetti comunque riconducibili a tale luttuoso evento....". Resta a Palermo, ma ad il 19 luglio 1992, tornato a Palermo per accompagnare la mamma dal medico viene ucciso con l’esplosione dell’autobomba in via D’Amelio. Muore con tutta la scorta.
Il giudice Paolo Borsellino non è solo un magistrato ma la sua figura si distingua anche come uomo, come marito e padre di famiglia e come cristiano.
Il suo cuore di uomo si espandeva nell'amatissima famiglia: Aveva rimesso nelle mani della famiglia il suo incarico di giudice anti-mafia consapevole che condurre una vita blindata, per un'intera famiglia, per anni e anni, è cosa durissima.
Paolo Borsellino, cattolico praticante era consapevole della possibilità della propria morte violenta. Ha visto morire molte persone, uomini di valore morale ed intellettuale e sa benissimo di non essere esente da una fine simile. Teme per gli altri, per la sua famiglia, per gli agenti della scorta. E’ molto protettivo con i suoi collaboratori e con la sua famiglia. Si attribuisce a Lui questo pensiero: Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno.
Via delle Costellazioni
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Nel quarto centenario delle prime osservazioni di Galileo con il cannocchiale, (tra il dicembre 1609 e il marzo 1610) l’ONU ha proclamato il 2009 Anno Internazionale dell'Astronomia.
Il riferimento all’astronomia fa sorgere diversi riflessioni sul significato che nel tempo è stato attribuito al cielo ed in particolare alle stelle ed alla loro collocazione nel firmamento.
Prima dell’avvento della strumentazione tecnica, le stelle e le costellazioni erano il punto di riferimento per i naviganti tanto che le prime esplorazioni geografiche devono il loro successo alla capacità dell’uomo di interpretare e “leggere” la mappa celeste. I nomi delle costellazioni, immutabili nel tempo, sono i depositari del patrimonio culturale dell’umanità. Il cielo, dall’antichità, costituisce una misteriosa fascinazione tanto che nella cultura Giudaico-Cristina, nel cielo è racchiuso il racchiuso il mistero di Dio.
Via Mons. Evaristo Pancaldi
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Evaristo Pancaldi figlio di Serafino, fabbro ferraio, e di Marianna Nini, casalinga, nasce a Savignano sul Panaro il 3 marzo 1872.
Dopo aver frequentato la scuola elementare del paese, entra all'eta' di 13 anni nel Seminario Abbaziale di Nonantola grazie anche al sostegno degli zii Raffaele e Demetrio. Nella Cappella del Seminario di Nonantola celebra il 22 settembre 1895 la sua prima Messa. Nello stesso anno viene inviato, in riconoscimento delle sue spiccate doti musicali dall’arcivescovo - abate mons. Carlo Maria Borgognoni a Venezia, come allievo del M.o D. Lorenzo Perosi, allora direttore della Cappella Musicale di San Marco.
Rientrato a Modena nel 1899, il Pancaldi viene assunto come insegnante di Canto liturgico in Seminario ed istituiva contemporaneamente una numerosa scuola di voci bianche presso la chiesa di S. Maria delle Assi. Nello stesso anno ottiene l'incarico provvisorio di maestro di Cappella del Duomo.
Egli dunque stava già attuando con pioneristico tempismo un piano organico per riformare la musica sacra a Modena in ossequio agli insegnamenti del Perosi ed anticipando i lineamenti che emergeranno compiutamente nel 1903 con la pubblicazione del motu proprio di Pio X, già Patriarca di Venezia e protettore del Perosi stesso. Con questo documento ufficiale la Chiesa prendeva definitivamente posizione contro l'influsso della musica profana e teatrale che ormai da oltre un secolo imperversava nelle sacre funzioni, dando così avvio alla riforma del canto liturgico tendente al recupero di uno stile più sobrio e più devoto che ritrovava la sua massima espressione nel canto gregoriano e nella polifonia classica del XVI secolo, nonchè nello stile moderno che si richiamava a quei supremi modelli quale appunto lo stile perosiano.
La terza domenica di novembre del 1899 in cui cade la festività della B.V. di Piazza, nel Duomo, fu eseguita sotto la direzione del Pancaldi per la prima volta a Modena un'opera del Perosi e precisamente la Missa pontificalis a 3 voci miste ed organo a cui seguivano l'Ave Maria a 8 voci di Arcadelt, e nel pomeriggio le Litanie del Perosi ed il Tantum ergo a 4 voci del Vernet. Tale fu il successo di quell'esecuzioneche il giorno successivo così si esprimeva Il Diritto Cattolico:" Il Maestro Pancaldi che dirigeva e che da tempo si è dedicato allo studio indefesso e alla interpretazione della musica perosiana, è riuscito a darci una di quelle esecuzioni che per affiatamento e fusione delle voci meritano uno speciale elogiodavvero meritato. Ci è sembrato che il Pancaldi sia riuscito a rendere lo svolgimento dei vari pensieri melodici, i concertati, le fughe con rara precisione e accuratezza sì da risultarne un complesso soddisfacentissimo e rispondente a veri ed elevati criterii artistici... Ha molto piaciuto l'Ave Maria a otto voci di Arcadelt, trascrizione di Listz (una scelta veramente felice del bravo maestro Pancaldi)... Può dirsi un vero trionfo pel maestro Pancaldi che mette ogni cura nell'istruire i cori e nell'allevare buoni esecutori nella sua scuola di musica".
Il 19 dicembre del 1900 egli ottiene definitivamente la carica di direttore e maestro di Cappella del Duomo di Modena grazie anche ad una lettera del Perosi che lo dichiara "abile a tale ufficio". Forte ormai dell'appoggio delle maggiori autorità musicali ed in parte anche ecclesiastiche, inizia subito il suo disegnoriformatore col sostituire i suonatori d' orchestra con altrettanti cantori ed esigendo il canto di mottetti in luogo delle usuali sinfonie provocando così un duro scontro coi difensori di una tradizione legata ancora tenacemente al gusto teatrale dominante in Italia nel secolo XIX. La mancanza dell'orchestra, utilizzata solamente nelle principali solennità, concentra quindi una maggiore attenzione sull'organo come principale supporto al coro e perciò il Pancaldi sprona il Capitolo all’acquisto di un nuovo strumento da collocare nella Cripta di S. Geminiano, in sostituzione di quello settecentesco di Domenico Traeri (ora restaurato e ricollocato nella sua sede originaria). Il nuovo organo della ditta Rieger di Budapest (attualmente nella Parrocchiale di Freto) verrà inaugurato, in occasione del 6° centenario della traslazione delle reliquie di S. Geminiano, nei giorni 28, 29 e 30 aprile 1906. In quell'occasione vennero eseguiti sotto la direzione del M.o Pancaldi i Vespri solenni a quattro voci e orchestra di Perosi con un complesso di 150 esecutori.
Il 5, 6 e 7 giugno del 1913 in occasione del Congresso Eucaristico il Pancaldi diresse nella chiesa di S. Carlo tre esecuzioni della prima parte (La Cena) dell'oratorio La Passione di Cristo del Perosi con 100 coristi e 50 orchestrali. Nel 1919, per beneficenza pro "Cassa di soccorso degli Studenti bisognosi di Modena" al Teatro del Collegio S. Carlo, diresse due esecuzioni dello Stabat Mater di Pergolesi ricevendo in quell'occasione una medaglia d'oro.
Fedele all'estetica dell'organo riformato Pancaldi sarà poi il principale artefice della costruzione del grande organo corale della Ditta Balbiani-Vegezzi Bossi per l'acquisto del quale furono venduti alcuni arazzi di proprietà del Duomo nonchè il vecchio organo cinquecentesco del Malamini (oggi nella chiesa parrocchiale di Collegara). Il nuovo strumento di 3500 canne veniva inaugurato il 26 novembre 1934 con un concerto del M.o Fernando Germani organizzato dalla Società "Amici della Musica".
Oltre che per le sue competenze musicali è doveroso ricordare Pancaldi anche per la sua profonda e solida cultura archivistica e di Storia dell'Arte; per questi motivi infattinel 1913 veniva nominato all'unanimità membro del Comitato per i restauri del Duomo. Per le varie benemerenze acquisite, nel 1920, su proposta di mons. Natale Bruni, è nominato canonico della Basilica Metropolitana, e quindi insegnante d’arte sacra in Seminario (1925). Pubblicherà poi con Leone Chellini la ”Guida storica e artistica di Modena”.
Nominato nel 1928 archivista dell'Archivio Capitolare del Duomo di Modena porta alla luce interessanti documenti riguardanti i musicisti dell' illustre famiglia Bononcini e soprattutto curò un'ampia biografia di Orazio Vecchi del qualescoprì anche l'atto di battesimo.
Nel 1929 diventa membro del Comitato permanente per la Storia dell'Università di Modena. Nel 1931, con Decreto ministeriale, è nominato membro della Commissione per la conservazione dei Monumenti e per gli Scavi della Provincia di Modena. Il 28 agosto del 1945 con un discorso dell’Arciprete Maggiore mons. Giuseppe Pistoni che ricorda il suo quarantennale scrupoloso servizio presso la cattedrale viene elevato alla dignità di Prevosto Capitolare.
Mons. Pancaldi, oltre alla citata Guida di Modena, concepì insieme allo storico Gino Roncaglia l'idea di una Storia della Cappella musicale del Duomo di Modena alla realizzazione della quale collaborò con una notevole raccolta documentaria. Nell'ambito dei festeggiamenti in onore di Orazio Vecchi nell'occasione del quarto centenario della nascita, Il Pancaldi, quale maggiore conoscitore delle vicende biografiche del più importante musicista modenese, viene invitato dall'Accademia di Scienze Lettere ed Arti, di cui nel 1948 era stato eletto Socio corrispondente, a far parte del Comitato esecutivo per la celebrazione vecchiana. Non fece purtroppo in tempo ad assistere a questo evento culturale al quale si era dedicato con un impegno pluriennale; colpito da un improvviso malore il 29 maggio 1950 durante la celebrazione di una messa presso la chiesa di S. Biagio, moriva due giorni dopo e veniva sepolto nel cimitero urbano di S. Cataldo.
Presso l'Archivio Capitolare del Duomo di Modena sono conservate le seguenti opere di Evaristo Pancaldi:
A STAMPA
- Ave Maris Stella a 2 voci (in A. e C. "Nuova scelta di laudi sacre", Torino 1906, vol. II, p. 49).
- "Si quaeris miracula" ad 1 voce; ed. Marcello Capra, Torino.
- Tantum ergo a 2 voci, (in "Musica Sacra" n. 5, 1897).
MANOSCRITTE
- Amabile Maria, ad 1 voce ed organo.
- Ave dolce pellegrina, ad 1 voce ed organo (1950).
- Due Ave Maria ad 1 voce.
- Benedicta es tu, per baritono e organo.
- Cuor di Gesù Eucaristico, ad 1 voce e organo.
- Dalla valle del nostro dolore, Inno a Maria ad 1 voce e organo.
- Domine, salvum fac antistitem nostrum Caesarem, a 3 voci.
- Dormi non piangere, a 4 voci ed organo.
- Ecce sacerdos magnus, a 4 voci virili.
- Id, a 4 voci virili.
- Gran Protettor, inno a S. Geminiano, canto e organo.
- In paradisum, a 3 voci, archi e organo.
- Iste confessor, a 2 voci pari e organo.
- Id. a 2 voci pari e organo.
- Id. a 4 voci virili.
- Litanie del S. Cuore, a 2 voci pari, orchestra e organo.
- Litanie lauretane, a 2 voci pari e organo.
- Id. a 2 voci pari e organo.
- Litanie pastorali alla B. V. della Sassola, a 2 voci e organo.
- Litanie pastorali per tenore, basso e organo.
- Litanie, per soli, coro a 2 voci e organo.
- Id. per soli, coro a 2 voci e organo.
- Tre Litanie a 3 voci pari ed organo.
- Litanie a 3 voci virili e orchestra.
- Lucis creator, a 4 voci.
- Magnificat, a 2 voci.
- Meditazione per organo.
- Morum Magister, a 4 voci dispari.
- O dolce nome, a 1 voce e organo.
- O giorno di stupor, pastorale a 2 voci ed organo.
- O gloriosa virginum, a 1 voce e organo.
- Id. a 3 voci pari ed organo.
- O Giuseppe, a te si levi, a 1 voce e organo.
- Salva nos, a 3 voci virili, organo e orchestra.
- Salve Regina, a 1 voce e organo.
- Id. a 2 voci pari e organo.
- Signor ti crediamo, a 1 voce e organo (per il Congr. Eucar. di Carpi)
- Stabat Mater, versetto corale a 1 voce e organo.
- Id. a 3 voci virili.
- Sub tuum praesidium, a 2 voci pari.
- Su, fedeli, inneggiamo esultanti, ad 1 voce e organo (per il II Congr. Eucar.)
- Tantum ergo, per coro di putti.
- Id. a 2 voci pari ed organo.
- Id. a 2 voci pari ed organo.
- Id. per tenore, basso e organo.
- Id. per solo, coro e organo.
- Id. per solo e coro a 3 voci.
- Id. a 3 voci pari ed organo.
- Turbae dominicae in palmis, omophonia a 4 voci pari.
- Turbae, pro feria VI in Parasceve, omophonia a 4 voci pari.
- Vaga stella del mattino, a 1 voce e organo.
- Trascrizioni da O. Vecchi, G. Capilupi e A. Pacchioni.
Negli ultimi anni di vita il Maestro componeva una Messa di requiem a 3 voci e orchestra rimasta incompiuta.
Tratto dalla biografia di Mons Evaristo Pancaldi – Corale Evaristo Pancaldi Modena
Data ultima modifica: 16/11/2009 - N° visioni: 1.661 - Stampa
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Ultimo aggiornamento: Venerdì, 3 Febbraio 2012